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Il ritardo nel consolidamento di fratture e la cicatrizzazione di ferite, soprattutto nella popolazione anziana, sempre molto più frequentemente viene attribuita all’infiammazione cronica.

Di cosa si tratta?

L’ infiammazione cronica non è una malattia curabile con una pasticca.

E’ un insieme di situazioni che lavorano in modo subdolo, sotto sotto, verrebbe da dire.

Ha alcuni aspetti in comune con l’infiammazione acuta che si può sperimentare nel caso di un trauma, di una malattia virale, di un’infezione batterica.

La parte si gonfia, brucia, fa male.

Questo tipo di infiammazione è la difesa del nostro organismo, senza entrare eccessivamente nei dettagli, il corpo mette in atto una serie di provvedimenti destinati a sconfiggere “l’invasore”, o a curare e rimarginare l’eventuale ferita.

Quello che capita, quando il sistema non funziona bene, è che questi processi di guarigione/difesa non vanno a buon fine e l’infiammazione comincia a cronicizzare, cioè il meccanismo non si arresta.

Questa situazione può coinvolgere tutto l’organismo e può danneggiare molti organi.

Molti studiosi ritengono che la causa possa essere lo stile di vita occidentale, eccessivamente ricco di carboidrati e zuccheri, di carne e latticini, quindi forse sarebbe meglio dire, semplicemente, troppo ricco.

Ma in realtà sono coinvolti molti altri fattori: familiarità, fattori ambientali ,ad esempio lo stress che in persone predisposte può funzionare come una miccia.

I sintomi di questa infiammazione, nascosta e persistente, si possono vedere con l’aumento delle placche di colesterolo, la steatosi epatica (fegato grasso), l’ovaio policistico, l’aumento di incidenza di ictus e infarti, malattie oncologiche e ritardo nella guarigione di fratture e ferite.

E’ difficile comprendere i meccanismi che scatenano queste situazioni, ma appare sempre più chiaro che la resistenza insulinica sia una importante causa e allo stesso tempo conseguenza.

Fattori alimentari, fattori genetici ovvero predisposizione, fattori ambientali.

Cosa fare?

I nostri consigli si limitano ai casi di ritardo nel consolidamento di fratture.

Non mangiate eccessivamente latticini nella convinzione che aiutino per l’apporto di calcio.

Evitate zuccheri semplici e eccesso di carboidrati.

Cercate di adottare una dieta disintossicante a base di tanta verdura.

La vitamina D può aiutare.

Adottate uno stile di vita più sano che comprenda movimento all’aria aperta.

Ma soprattutto andate da uno specialista che sappia valutare la situazione nel suo complesso.

Speriamo di esservi stati utili con i nostri consigli.

 

 

 

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