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Se ho mal di schiena mi devo preoccupare di avere un’ernia del disco lombare?

Per fortuna no, la discopatia si manifesta principalmente con il mal di schiena ma un dolore occasionale non deve preoccupare più di tanto.

Le lesioni dei dischi sono un argomento di discussione sempre attuale,  l’origine non è chiara perchè in realtà esistono moltissime cause che possono provocarle.

Si manifesta come la classica lombalgia.

Discorso diverso se il dolore soprattutto lombare tende a ripresentarsi e ad assumere carattere di cronicità.
I termini bunging, protrusione, erniazione, degenerazione che si leggono sulle risultanze di radiografie e risonanze magnetiche, sono usati spesso come sinonimi per descrivere un danno al disco ma nessuno di essi chiarisce il perché si sia creato.
Cerchiamo di capire come è fatto e come funziona.

E’ formato di due parti: la più esterna cilindrica o a ciambella, l’anello fibroso, è composto da cartilagine fibrosa (di cui sono composti anche i menischi, appunto strutture che fungono da cuscinetto) disposta in strati  con direzione che la rendono molto resistente alla compressione e un nucleo gelatinoso.
Il disco non contiene ne vasi ne nervi, il suo colore è bianco perché non contiene sangue in quanto si nutre per imbibizione dal liquido articolare, inoltre è importante sapere che il disco NON DUOLE cioè non è in grado di provocare dolore.

Sono le strutture intorno che ci trasmettono il dolore.
I dischi hanno altezza e dimensioni variabili a seconda della posizione nella colonna.

Ipiù alti sono nella colonna lombare e misurano circa 9mm, perchè devono sopportare un carico maggiore.

A livello cervicale dove sono sottoposto a maggiore movimento troviamo i più sottili circa 5 mm.

In totale costituiscono un quarto della colonna vertebrale e sono costantemente soggetti a stress di torsione, compressione e taglio.

Nel tempo sono questi traumatismi che incidono sul trofismo e sulla struttura del disco il quale va
incontro ad una degenerazione progressiva.

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