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La degenerazione del disco inizia con fessure fra le fibre e con la disidratazione che conduce
piano piano alla rottura e alla fuoriuscita della parte interna.

Dobbiamo ricordare che il disco è fatto di cartilagine fibrosa e non è vascolarizzato quindi riceve nutrimento ed idratazione dal liquido articolare.

L’invecchiamento riduce l’elasticità dei dischi ma questo processo non rappresenta una vera
discopatia e non contribuisce all’insorgenza di quadri patologici e dolorosi se tutti gli altri fattori
che condizionano la funzione della colonna sono adeguati.
Esiste una predisposizione costituzionale a degenerare precocemente e anche traumatismi
ripetuti determinano le stesse conseguenze.
Quando iniziano le sofferenze dell’anello fibroso e si creano lacerazioni e frammentazioni,
inizialmente, vengono riparate da grossolani addensamenti di fibre che non riescono a far
recuperare al disco le sue qualità elastiche.
Le sollecitazioni da taglio sono quelle che danneggiano maggiormente i dischi.

Quando si possono produrre? Il meccanismo principale è quello dei pesi sollevati con la colonna piegata.

Cosa succede? Il peso della parte superiore della schiena non cade in maniera regolare sui dischi ma l’appoggio diviene laterale, quindi la vertebra appoggia con il bordo, quasi pizzicando il disco.

Infatti l’incidenza più elevata di processi degenerativi si ha dove queste sollecitazioni sono più intense L5 S1- C5
C6- C6 C7.
Possono dipendere anche da una postura inadatta ad esempio sedere molte ore davanti al computer con sedie non adatte o atteggiamenti sbagliati che aumentano l’angolazione delle forze che agiscono
sul disco.

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